Tedde e Moro: “La Todde destini i 30milioni per tagliare le tasse aeroportuali”

ALGHERO – «Destinare i trenta milioni di euro che la Giunta ha stanziato nella Finanziaria, per acquisire una ininfluente partecipazione azionaria nella futuribile società di gestione unica degli aeroporti sardi, capitanata dal fondo di investimento privato F2I, per abbattere la tassa comunale addizionale d’imbarco, è la risposta che la Sardegna attende per scongiurare il rischio che l’Isola resti senza i collegamenti low cost.

Ribadiamo quanto già espresso nei mesi scorsi, prima cioè delle dichiarazioni del direttore commerciale di Ryanair che preannuncia una riduzione dei voli da e per gli aeroporti sardi, sull’urgenza di interventi efficaci e tempestivi da parte della Regione, perché sia evitato il taglio dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il Continente e il preannunciato ridimensionamento dello scalo di Alghero.

All’inerzia sull’avvio del bando per gli aiuti diretti ai vettori per l’abbattimento dei costi aeroportuali (misura introdotta e finanziata con il via libera dell’Ue nella passata Legislatura) si aggiunge in queste ore un incomprensibile atteggiamento dilatorio da parte della Regione sarda che, a fronte della prese di posizione persino di Assaeroporti e Anci al livello nazionale che auspicano una riduzione della babele delle tasse aeroportuali, invoca valutazioni circa “gli eventuali benefici attesi nell’Isola dalla cancellazione della tassa”.

I benefici per l’intera Isola sono noti e certificati: due milioni in più di passeggeri l’anno, solo dal vettore leader del trasporto europeo, Ryanair. A cui si aggiungono le maggiori entrate derivanti dagli introiti Iva e dal fatturato del comparto dei servizi e della ricettività turistica. Così come dimostrano gli incrementi di traffico nelle Regioni (Friuli, Abruzzo e Calabria) che già hanno investito nell’azzeramento del balzello da 6.50 euro che niente lascia ai Comuni (nonostante il nome) e tutto porta nelle casse dell’Inps, a sostegno delle gestioni previdenziali.

La misura sarebbe inoltre di straordinaria valenza strategica per il futuro dello scalo algherese che oggi appare alle compagnie aeree (è sufficiente ricordare le ragioni dell’addio di Aeroitalia a Fertilia) come proporzionalmente “troppo costoso” rispetto ai volumi di traffico, per effetto proprio degli alti costi aeroportuali».