Cagliari aiuta le persone in difficoltà, patto con Procura e Tribunale

CAGLIARI – È stato firmato, il protocollo d’intesa tra il Tribunale ordinario, la Procura della Repubblica e il Comune finalizzato alla prosecuzione e operatività dell’Ufficio di pubblica tutela per le persone in situazione di fragilità.

Il Protocollo era stato siglato inizialmente nel 2014 e successivamente rinnovato nel 2023. Oggi la firma del nuovo rinnovo, in presenza del sindaco Massimo Zedda, del presidente del Tribunale ordinario, Vincenzo Amato, del procuratore della Repubblica, Rodolfo Maria Sabelli, e dell’assessora alle Politiche sociali del Comune, Anna Puddu.

Il documento, si legge nel testo ufficiale, rappresenta “un importante elemento di raccordo e potenziamento degli interventi di tutela nei confronti dei soggetti più fragili, garantendo la tutela giuridica e sociale con immediatezza e progettualità condivisa”.

L’Ufficio di pubblica tutela è insediato presso il Tribunale ordinario di Cagliari e si avvale del personale qualificato del servizio Politiche sociali del Comune.

Per il sindaco Zedda “la firma di oggi consente la prosecuzione di una positiva collaborazione istituzionale, che ha l’obiettivo di assicurare tutela e supporto alle persone vulnerabili. Nessuno deve essere lasciato solo e la buona amministrazione deve operare nel migliorare le condizioni di vita e di tutela dei soggetti più fragili”.

Alghero e Sassari ricordano a Fertilia le vittime delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata

ALGHERO – Commemorazioni organizzate dal Comitato 10 Febbraio con la partecipazione di autorità locali e nazionali. Fertilia e Sassari hanno reso omaggio alle vittime delle Foibe e agli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia con due cerimonie commemorative organizzate dal Comitato 10 Febbraio in occasione del Giorno del Ricordo.

A Fertilia, storica località che accolse molti esuli giuliano-dalmati dopo la Seconda guerra mondiale, la commemorazione si è svolta alle 17:30 in Via Martiri delle Foibe, in un clima di raccoglimento e memoria. Ad aprire la cerimonia è stato Alessio Auriemma, rappresentante del Comitato 10 Febbraio, che ha introdotto l’evento ricordando il valore della memoria e l’importanza di mantenere viva la consapevolezza di questa tragedia nazionale.

A seguire, ha preso la parola il Consigliere Comunale Alessandro Cocco, che ha sottolineato la necessità di continuare a tramandare il ricordo delle Foibe e dell’esodo, affinché il sacrificio di migliaia di italiani non venga dimenticato. È poi intervenuto il Consigliere Comunale di Sassari Pietro Pedoni, che ha ribadito il dovere delle istituzioni nel custodire questa pagina di storia. Successivamente, è intervenuto Pino Cardi, tra i promotori dell’iniziativa algherese, che ha reso omaggio alla storia e al sacrificio delle comunità italiane costrette all’esodo.

A concludere la cerimonia è stato nuovamente Alessio Auriemma, che ha letto la lettera commemorativa proposta dal Comitato 10 Febbraio e diffusa in tutta Italia, un messaggio di memoria e di impegno affinché le sofferenze degli esuli e delle vittime delle Foibe non vengano dimenticate.

A Sassari, la commemorazione si è svolta con una partecipata fiaccolata, che ha preso il via da Via Martiri delle Foibe per concludersi in un parco di Via Marginesu, per il quale i promotori chiedono l’intitolazione a Norma Cossetto.

L’evento ha visto una significativa partecipazione della cittadinanza e delle istituzioni, con la presenza della Deputata On. Barbara Polo, della Consigliera Regionale On. Francesca Masala, del Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia e di una rappresentanza di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. La manifestazione ha sottolineato il valore trasversale del Giorno del Ricordo, un momento di memoria collettiva che va oltre ogni appartenenza politica.

Dopo gli interventi del Sindaco Mascia e dell’On. Polo, ha preso la parola Luca Babudieri del Comitato 10 Febbraio, che ha ricordato la tragedia delle Foibe e il dramma degli esuli, costretti non solo a lasciare le loro terre, ma anche ad affrontare l’ostilità e le difficoltà dell’accoglienza in molte parti d’Italia. Una sofferenza che, tuttavia, non si riscontrò in Sardegna, dove la comunità di Fertilia si distinse per l’accoglienza fraterna verso i profughi giuliano-dalmati.

Le commemorazioni si sono concluse con l’impegno a non dimenticare mai una delle pagine più dolorose della storia nazionale.

“Airport Carbon Accreditation”, scalo di Alghero sempre più “green”

ALGHERO – L’Aeroporto di Alghero ha raggiunto un ulteriore traguardo nel suo percorso di sostenibilità ambientale, ottenendo la certificazione al Livello 2 del programma “Airport Carbon Accreditation”, lo standard globale per la gestione e la riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dagli aeroporti. Il programma, promosso da ACI Europe – Airports Council International Europe, l’organizzazione che rappresenta gli aeroporti europei, consente agli aeroporti di valutare i progressi compiuti nella gestione della propria carbon footprint.

Il Livello 2 del programma “Airport Carbon Accreditation” è riservato agli aeroporti che, oltre a misurare le proprie emissioni di CO2, implementano un piano di riduzione a lungo termine e mostrano una gestione concreta delle proprie emissioni dirette. Questo livello certifica, quindi, un impegno concreto nella sostenibilità, evidenziando l’adozione di politiche ambientali che favoriscono la riduzione dell’impatto ecologico dell’infrastruttura aeroportuale.

“Siamo estremamente orgogliosi di questo risultato, che rappresenta una tappa fondamentale nel nostro impegno verso la sostenibilità”, ha dichiarato Silvio Pippobello, Amministratore Delegato dell’Aeroporto di Alghero. “La certificazione al Livello 2 testimonia il nostro continuo sforzo per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’efficienza energetica. Siamo convinti che, attraverso azioni concrete, possiamo non solo ridurre l’impatto ambientale dell’aeroporto, ma anche dare un contributo significativo al territorio e alla comunità locale. Questo riconoscimento rafforza il nostro impegno a favore di un turismo sempre più responsabile e sostenibile”.

L’Aeroporto di Alghero conferma così il proprio impegno per la tutela dell’ambiente e la transizione verso un futuro più sostenibile, riconoscendo quindi che il cambiamento climatico è una questione globale che richiede un’azione collettiva a livello di settore.

Pesca in Amp, definizione disciplinare: Mulas e Orru’ ascoltano gli operatori

ALGHERO – Il Disciplinare dell’Area Marina Protetta Capo Caccia- Isola Piana al vaglio della Commissione Ambiente, in due sedute svoltesi giovedì e venerdì scorsi. La commissione presieduta dal Consigliere Christian Mulas alla presenza del Presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, del Direttore Mariano Mariani e dell’Assessore all’Ambiente Raniero Selva ha affrontato la discussione sul Disciplinare, nell’ambito del ciclo di incontri che il Parco di Porto Conte sta svolgendo in questi giorni per arrivare all’approvazione del testo in tempi brevi.

Nella riunione di venerdì la Commissione ha discusso il tema insieme ai pescatori, “con l’obbiettivo – ha detto il presidente Mulas – di trovare un punto di incontro tra le esigenze della categoria e la conservazione del nostro patrimonio naturale”. Diverse le proposte sul tavolo che cercano di mettere insieme le esigenze spesso divergenti e che dovranno trovare una sintesi il più vicina possibile con le norme del Ministero dell’Ambiente sulle quali è difficoltoso drogare. Tra le ipotesi, l’inversione del periodo di chiusura della pesca, sei mesi, che va da settembre alla fine di marzo, stabilendo le date da aprile ad agosto.

“L’Asinara cade a pezzi: la Regione intervenga, pronto esposto alla Corte dei Conti”

PORTO TORRES – “Siamo pronti a presentare un esposto alla Corte dei Conti per denunciare il gravissimo depauperamento del prezioso patrimonio immobiliare dell’Isola Parco, conseguenza diretta di anni di negligenza istituzionale e totale disinteresse da parte della Regione Sardegna”, cosi Bastianino Spanu, capogruppo comunale di Porto Torres Avanti che ancora una volta segnala una delle troppe problematiche del centro turritano.

“Il patrimonio immobiliare dell’Isola Parco si sgretola sotto gli occhi di tutti, vittima di un’indifferenza inaccettabile da parte di chi aveva il dovere, non solo morale ma soprattutto istituzionale, di tutelarlo e valorizzarlo. Dei circa 650 immobili trasferiti dall’Amministrazione Penitenziaria alla Regione Sardegna nel lontano 1997, oltre la metà è ridotta oggi a ruderi. Un disastro annunciato, frutto dell’inerzia e dell’incapacità di chi avrebbe dovuto preservare e restituire questo patrimonio alla comunità turritana, trasformandolo in una risorsa per il rilancio economico e occupazionale”.

“A distanza di 28 anni dall’istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara, nessuna delle amministrazioni regionali succedutesi ha dimostrato la volontà o la capacità di invertire la rotta. Al contrario, l’Isola Parco è stata trattata come un corpo estraneo, abbandonata a sé stessa, come se non appartenesse all’isola madre. Questa visione miope e irresponsabile ha prodotto danni incalcolabili, non solo al patrimonio materiale, ma anche all’immagine e al potenziale di sviluppo sostenibile dell’intera Sardegna”.

La comunità turritana non è più disposta a tollerare questo immobilismo colpevole. La Regione Sardegna deve assumersi le proprie responsabilità e agire immediatamente per: Mettere in sicurezza ciò che resta del patrimonio immobiliare dell’Isola Parco; Avviare un serio piano di bonifica dall’amianto, la cui presenza rappresenta un pericolo per la salute e l’ambiente; Ripristinare e mettere in sicurezza la rete viaria, fondamentale per la fruizione e la gestione del territorio; Risolvere definitivamente il problema dell’assenza di un sistema idrico e fognario adeguato. Un Parco Nazionale privo di servizi essenziali è una contraddizione in termini. Senza interventi concreti e tempestivi, non potrà mai esserci alcun sviluppo. L’inerzia del passato non può più essere la giustificazione per il fallimento del futuro”.

Nella foto l’Asinara

Siccità, “Dopo 20 anni il sassarese può usare le acque reflue”

SASSARI – Apprendiamo, come Centro Studi Agricoli, la notizia che l’amministrazione provinciale di Sassari , ha finalmente autorizzato l’utilizzo delle acque reflue prodotte dal depuratore di Sassari, un flusso di oltre 15 milioni di MC annui, che potranno essere utilizzate a scopi irrigui. In un anno dove il territorio del Nord Ovest della Sardegna è colpito da una drammatica siccità per l’assenza di piogge ha causato il quasi totale svuotamento dei bacini del Cuga e del sistemo Temo di Villanova Roccadoria, le cui acque vengono utilizzate anche per irrigare i campi serviti dal Consorzio di Bonifica della Nurra, questa autorizzazione è sicuramente una importante boccata d’ossigeno, per i coltivatori di Fragole, di ortaggi e di Mais e Erbai, affermano Tore Piana e Stefano Ruggiu, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Associazione Agricola , Centro Studi Agricoli, da sempre attiva alle problematiche del comparto agricolo Sardo. Oggi 10 Febbraio 2025, apprendiamo che la Provincia di Sassari con Autorizzazione N’ 01 del 21 Gennaio 2025 ha autorizzato l’utilizzo dei reflui del depuratore di Sassari, direttamente per scopi irrigui delle colture superficiali”.

“Peccato, continuano Piana e Ruggiu, di non poter immettere l’intero flusso dell’acqua depurata proveniente dal depuratore di Sassari , all’interno del bacino del Cuga, come si ricorderà, un provvedimento legislativo, dell’allora Governatore della Sardegna Renato Soru, dichiaro le acque del bacino del Cuga a duplice destinazione, uso civile e uso irriguo, vietando l’ammissione diretta nel bacino”.

“Oggi grazie ad alcuni lavori di By Pass della condotta in uscita del depuratore di Sassari è possibile immettere e utilizzare direttamente l’acqua nelle condotte del Consorzio di Bonifica della Nurra. Questo sempre secondo Tore Piana e Stefano Ruggiu limita l’utilizzo dei reflui ai soli mesi estivi, gettando a mare l’acqua del periodo invernale, parliamo di utilizzo di circa 4/5 milioni di litri di acqua nei mesi estivi, necessari a sopperire alle immediate emergenze, rispetto ai circa 15. Milioni prodotti dal depuratore di Sassari. Ecco perché come Centro Studi Agricoli, chiediamo A Regione, Provincia e Consorzio Bonifica della Nurra di riportare l’utilizzo delle acque del bacino del Cuga, esclusivamente a uso agricolo, preso atto che la città di Alghero e alcuni comuni, sono serviti dalle nuove reti di adduzione del Coghinas e dalla possibilità di un raccordo adduttivo, che bypass il cuga e porti l’acqua a uso civile direttamente dall’invaso del Temo di Villano Rocca Doria. Chiediamo ora, anche urgentemente l’impegno dell’Agenzia regionale LAORE per fornire assistenza agli agricoltori e nuovi piani di concimazione, coerenti con l’utilizzo dell’acqua depurata, concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu

Iglesias, Pistis: “Una via o piazza ai Martiri delle Foibe”

IGLESIAS – “In occasione del Giorno del Ricordo, ho depositato al protocollo del Comune di Iglesias, una mozione per intitolare una via o una piazza ai Martiri delle Foibe”, cosi il consigliere comunale e giù candidata a sindaco a Iglesias, Valentina Pisiti che spiega “l’obiettivo di questa iniziativa è quello di conservare e rinnovare la memoria di quelle vicende e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati. Una dolorosa pagina di storia a lungo strappata”. Segue la mozione a firma di Pistis.

INTITOLAZIONE DI UNA VIA, PIAZZA O LOCALE ISTITUZIONALE IN MEMORIA

DEI MARTIRI DELLE FOIBE

PREMESSO CHE

la legge 20 marzo 2004, n.92, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004,istituisce il “Giorno del ricordo” e, nello specifico, all’art. 1, comma 1 recita “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”;

RILEVATO CHE

nella giornata di lunedì 10 febbraio p.v. verrà celebrato, con iniziative di vario genere in numerosissimi comuni d’Italia, il “Giorno del Ricordo”;

CONSIDERATO CHE

tale ricorrenza si propone di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, giuliani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra dove furono circa ventimila le vittime che persero la vita nelle cavità carsiche istriane esi stima siano stati circa trecentomila coloro che furono costretti ad abbandonare la propria terra per fuggire ai massacri dell’esercito di Tito;

TENUTO CONTO CHE

al fine di diffondere, alle vecchie e nuove generazioni, questa triste vicenda che appartiene alla storia del nostro Popolo e per impegnarsi a coltivare la memoria e a ristabilire la verità storica;

tutto quanto sopra premesso e considerato

IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta comunale ad individuare, attraverso la Commissione competente, una via, una piazza o un locale istituzionale da intitolare ai martiri delle foibe

Sanità, “Pseudo-riforma solo per occupare le poltrone delle Asl”

CAGLIARI – “Nell’ansia di arrivare in breve tempo al commissariamento dei direttori generali delle Aziende sanitarie, la maggioranza di centrosinistra ha disatteso gli accordi presi in Commissione Sanità, comprimendo i diritti della minoranza. Un atteggiamento sleale e scorretto che non possiamo accettare, perciò abbiamo abbandonato i lavori della Commissione”. Lo ha detto Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, al termine della riunione della Sesta Commissione del Consiglio regionale sul Dl 40.
“Vogliono approvare una pseudoriforma della sanità, nata sotto la cattiva stella dell’improvvisazione dell’assessore ‘a tempo’ Bartolazzi e di una Presidente sorda alle critiche delle parti sociali, che in gran parte hanno bocciato il provvedimento. Come minoranza abbiamo dimostrato disponibilità e correttezza nell’affrontare la discussione di un disegno di legge che deve offrire risposte concrete al fondamentale diritto alla salute dei sardi. Al cospetto di una maggioranza che, invece, vorrebbe approvare la riforma sanitaria addirittura in esercizio provvisorio, quando non è possibile licenziare provvedimenti di spesa. Confusione dimostrata anche in occasione della delibera sui ‘buoni sanitari’, approvati dalla Giunta Todde senza il parere della Commissione consiliare e nonostante le criticità denunciate dagli uffici del Consiglio regionale”.

Amp, “La Regione di Centrosinistra e 5 Stelle dorme, bisogna sostenere i pescatori”

ALGHERO – “Il centrodestra algherese ha presentato un ordine del giorno, avente carattere di urgenza, a sostegno della piccola pesca che opera all’interno dell’area marina protetta, oggi schiacciata dal vincoli che ne impediscono lo svolgimento.

“Abbiamo presentato un Ordine del Giorno urgente con il quale chiediamo che il Sindaco, l’Amministrazione comunale e il Parco intervengano presso la regione finora immobile, per dare il corso e rifinanziare il progetto di monitoraggio ed educazione ambientale, utile da un lato alla tutela ambientale e dall’altro a dare sostegno a ad una categoria, come quella dei pescatori, in gravissima difficoltà”. A dichiararlo Michele Pais (Lega), Marco Tedde (FI), Alessandro Cocco (FdI), Lelle Salvatore (Udc) e Massimiliano Fadda (Prima Alghero) in rappresentanza del centro-destra comunale.

“Purtroppo dobbiamo prendere atto che a distanza di un anno, nonostante ci siano state varie occasioni per rifinanziare il progetto, la Regione ha evitato di farlo, non destinando un solo euro, nonostante fosse stato presentato un apposito emendamento a tal fine, bocciato dalla maggioranza di sinistra. Ora, al di là delle parole dell’Amministrazione comunale e del Parco, è necessario passare dalle parole e fatti, sostenendo apertamente il progetto finanziato con €300.000 dal centrodestra in Regione e che deve trovare necessariamente e prioritario rifinanziamento nel prossimo bilancio regionale per le annualità 2025, 2026, 2027” continuano gli esponenti del centrodestra.

“Peraltro la stessa Commissione ambiente del Comune di Alghero si è espressa in questa direzione, coerentemente con la posizione del Parco, ma senza ottenere alcun risultato. L’impegno che chiediamo al Sindaco è quello di pretendere, dalla Regione e dai rappresentanti silenti del territorio, il rifinanziamento di una misura fondamentale per la sopravvivenza dei nostri pescatori e, parallelamente, anche l’estensione del progetto a tutta la marineria di Alghero con ulteriori e proporzionali risorse. Saremo al suo fianco anche con manifestazioni di protesta a Cagliari. È inconcepibile che si faccia gravare tutto il peso della giusta tutela ambientale sulla categoria più fragile, che rischia di estinguersi, disperdere un patrimonio di conoscenza, saperi e tradizioni e di trasformarsi in un ulteriore problema sociale. Questo non lo permetteremo” concludono Pais, Tedde, Cocco, Raffaele e Fadda.

Bar e ristoranti, spazi esterni: ancora troppo disordine. Attesa per interventi e premialità

ALGHERO – Mentre in città, dal centro alla periferia passando per il litorale e fino all’agro, è sempre più facile incorrere, a pochi o tanti metri da attività di vario tipo, in quelli che l’algheresità, in maniera critica, definisce “gallinè” (pollai). In settimana, dopo l’annuncio su immediati interventi, dovrebbe realizzarsi una riunione operativa tra gli assessorati competenti, tecnici e altre rappresentanze al fine di definire gli ultimi aspetti del nuovo “Regolamento dei suoli pubblici”.

Troppe le situazioni fuori norma; restando valido, però, il basilare servizio che svolgono le attività commerciali non solo in termini economici che di sostitutivi delle lacune del pubblico. Detto questo, non si può assistere a bar e ristoranti con spazi all’aperto realizzati ognuno differente dall’altro e senza nessuna uniformità e, spesso, ordine. Con anche suoli pubblici occupati per lunghi mesi di chiusura (spesso anche definitiva!). Principi che stanno alla base di tali concessioni ancora di più in una località turistica che del decoro e pulizia deve farne una questione primaria.

Che poi, a prescindere, dalle nuove direttive dell’Amministrazione Cacciotto, le regole esistono già e, in diversi casi, come in quelli dove vengono poste finte piantumazioni, bandiere, ombrelloni brandizzati, luoghi storici quasi totalmente occupati e tanto altro poco in linea con un quadro minimo di buon gusto, occorrerebbero interventi. D’altra parte esistono situazioni positive e virtuose da sottolineare e premiare, questo per non omologare tutto e tutti e non fare di “tutta un’era un fascio”, come troppo spesso aggrada alla non eccelsa nouvelle vague politico-amministrativa.